VADEMECUM SICUREZZA

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ISTITUTO STATALE D’ISTRUZIONE SUPERIORE

 “Albertini”  

 

 

 

 

SCUOLA IN….SICUREZZA

vademecum della sicurezza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

a cura del R.S.P.P. profssa. Anna Piccolo,

disegni delle allieve: Paolina Russo, Chiara La Marca,

Annunziata Angela M., CaiazzaValentina

Organizzazione grafica Antonio Napolitano

 

 

 

PREMESSA

 Il Decreto Legislativo n.  81/2008 è entrato in vigore il 15 maggio 2008. Il nuovo Testo Unico Salute e Sicurezza ridisegna la materia della salute e sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavo­ro le cui regole, fino ad oggi contenute in una lunga serie di disposizioni succedutesi nell’arco di quasi sessanta anni, sono state rivisitate e collocate in un’ottica di sistema  e introduce una serie di obblighi per i Dirigenti degli Istitu­ti scolastici, per i preposti e per i lavoratori.

 L'art. 2 lett. a del decreto ha definito la figura dello studente equipa­randola ad un lavoratore.

 L’art. 2 lett. e definisce il “preposto”: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa

 Lo stesso decreto fissa altresì una serie di norme, stabilendo per il Dirigente scolastico l'obbligo della informazione ai lavoratori sui problemi della sicurezza.

 In ottemperanza all'art. 36 del D. Lgs 81/2008, il vademecum della sicurezza viene distribuito agli studenti ed agli operatori scolastici per consentire un'informazione generale omogenea.

       L'informazione è fornita su:

• l'organizzazione del sistema di prevenzione

• le misure e le attività di protezione e prevenzione adottate

• le procedure di pronto soccorso, la lotta antincendio, l'evacua­zione degli ambienti di lavoro.

 E’ fatto obbligo a tutti coloro che frequentano l'Istituto di osser­vare integralmente le disposizioni e

  le procedure contenute nel Pia­no di emergenza.

 

 

 

 

 

 

MANSIONARIO

Per quanto riguarda il mansionario relativo alle figure di : Responsabile Servizio di Protezione e Prevenzione Sicurezza (RSPP), Servizio Protezione e Prevenzione (SPP), Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), Responsabili di Coordinamento dei Plessi, Addetti alle attività di controllo, Addetti al Primo Soccorso, Addetti alla prevenzione e protezione Incendi, Addetti alla gestione delle Emergenze, sono predisposti cartelli nei corridoi che, per l’anno scolastico in corso, ne riportano i nominativi e le specifiche mansioni.

 

 

 

 

 

 

1

PIANO DI EMERGENZA

 Il Piano rappresenta un importante documento in materia di sicu­rezza nei luoghi di lavoro e, pertanto, verrà tenuto costantemente ag­giornato in relazione alle reali condizioni operative del contesto in esame, apportando tempestivamente tutte quelle modifiche e/o inte­grazioni che si rendessero necessarie - a seguito di innovazioni orga­nizzative, strutturali, impiantistiche - al fine di mantenere e, se possi­bile, migliorare lo standard di sicurezza offerto dal Piano stesso.

 Il Responsabile dell'attuazione delle procedure contenute nel presente piano, è il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.

 In sua assenza, tali funzioni  verranno svolte  dagli altri Responsabili del Coordinamento e/o da un altro componente del Servizio di Prevenzione e Protezione.

 Almeno due volte nel corso dell'anno scolastico saranno orga­nizzate, a cura del Dirigente Scolastico con il supporto del Respon­sabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, prove di evacuazione onde mettere in pratica e verificare le procedure di emergenza. A seguito dell'eser­citazione antincendio il Responsabile del Servizio di Prevenzione e   Protezione redigerà un'apposita relazione sull'andamento della stessa, onde consentire al Servizio di Prevenzione e Protezione di apportare gli eventuali correttivi alla presente

procedura e/o predisporre una specifica azio­ne informativa e formativa per il personale.

 

 

 

 

2

 

 

 

 

 

CARATTERIZZAZIONE DELL'ISTITUTO

 Le planimetrie allegate visualizzano gli ambienti di lavoro (di­stinti per piano) e contengono le principali informazioni relative ai sistemi di sicurezza attiva e passiva presenti nell'Istituto (indicazio­ne dei percorsi d'esodo, collocazione dei presidi antincendio, di­spositivi di allarme), nonché i principali dispositivi di azionamento e controllo degli impianti tecnologici presenti nell'istituto (ubica­zione dei quadri elettrici di piano e generale, dispositivi di intercet­tazione del combustibile, ecc.).

  Almeno una volta in ogni anno solare, a cura del Responsabile del Coordinamento, si procederà ad illustrare all'intera utenza (di­pendenti e fornitori abituali di servizi quali pulizia, manutenzione, ecc.) la configurazione piano-volumetrica dell'edificio, la destina­zione d'uso degli ambienti di lavoro, le caratteristiche delle dotazio­ni e dei sistemi di sicurezza, l'organizzazione per la gestione delle emergenze ed eventuali variazioni della stessa.

 Stralci dell'allegato planimetrico, con idonea legenda e procedu­ra per l'evacuazione, sono esposti nei principali luoghi di transito degli utenti.

 

 

 

 

 

3

GESTIONE ORDINARIA DELLA SICUREZZA

3.1 Addetto all'attività di controllo

 

Egli, in condizione di ordinario svolgimento delle attività di lavoro viene incaricato del controllo del mantenimento delle condizioni di sicurezza .

 A costui spetta, in particolare, il compito di verificare (avvalen­dosi eventualmente di preposti appositamente designati) eventuali anomalie, guasti e manomissioni delle seguenti difese e sistemi di sicurezza:

• fruibilità delle vie di esodo (corridoi, porte, scale, ecc.),

efficienza di manufatti, impianti ed attrezzature di difesa/con­trasto (estintori, idranti, cassetta sanitaria, porte antincendio, ecc.);

efficienza degli impianti/dispositivi di sicurezza ed allarme (illuminazione di emergenza, sistemi di allarme, cartellonistica di sicurezza).

        Eventuali inefficienze di uno o più elementi di sicurezza      devono essere immediatamente comunicate al Dirigente Scolastico ed al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione,  il quale dovrà definire, in relazione alla gra­vità delle inefficienze riscontrate, le misure di sicurezza da adottare in attesa del ripristino delle condizioni di sicurezza  preesistenti.

 Nel­l’impossibilità di contattare tempestivamente il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e il Dirigente Scolastico, devono essere informati almeno i componenti delle squa­dre per la gestione dell'emergenza e, se del caso, tutto il personale potenzialmente interessato dalle suddette inefficienze.

 A cura dell’addetto all’attività di controllo verrà consegnato un estratto del presente Piano (contenente le principali indicazioni di sicurezza e comporta­mentali) anche agli appaltatori o prestatori d'opera occasionali.

 

 

         3.2 Responsabile del Coordinamento

 

         Il Responsabile del Coordinamento

       si assicura, coordinandosi con l’addetto alle attività di controllo,   che tutto il personale, gli studenti ed i prestatori d'opera abituali siano a conoscenza del pre­sente piano d'emergenza.

    

 

          3.3 Addetti  segreteria

 

         Gli addetti segreteria che ogni mattina aggiornano il registro delle presenze del personale docente e non docente, in caso di evacuazione dell’Istituto, preleveranno e porteranno con se tale registro per il controllo del personale dopo l’evacuazione.

 

 

4

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PERSONALE INCARICATO DELLA GESTIONE DELL'EMERGENZA

 

Lo stato di emergenza (o allarme) deriva dal verificarsi di qualun­que accadimento o situazione che comporti un danno o un rischio per l'incolumità dei lavoratori e dei presenti all'interno dell’Istituto.

In condizioni di emergenza è designato a svolgere un ruolo atti­vo nella gestione delle procedure di contrasto e di evacuazione il seguente personale:

 

           4.1 Responsabile del Coordinamento.

 

  Il Responsabile del Coordinamento, in relazione all'evento od alla situazione che ha determinato l'emergenza,  previa consultazione, ove possibile, con il Dirigente Scolastico o suo vice, è preposto alle se­guenti funzioni:

• assume decisioni commisurate alla natura, entità ed evoluzione dell'evento;

• impartisce ordini al personale incaricato della gestione dell'emergenza;

• attiva e coordina le misure di pronto intervento per contrastare   l'evento con le difese e le dotazioni disponibili, anche in rela­zione al grado di formazione ed addestramento del personale presente;

• dispone la richiesta d'intervento delle strutture esterne di soccorso;

• impartisce l'ordine di evacuazione, parziale o totale, dell'edificio;

• coordina il controllo delle presenze nel punto esterno di raccolta;

•dirama la revoca, se del caso, dello stato di allarme.

 

 4.2 Squadra per la gestione dell'emergenza

       (lotta antincendio, evacuazione e primo soccorso)

 

  Essa è costituita da:

 

Incaricati per gli interventi di PRIMO SOCCORSO

 

 

 

 

 

 

 

 

Incaricati per la lotta agli INCENDI

 

 

 

 

 

Incaricati per la gestione delle EMERGENZE

 

 

 

 

 

   Costoro in accordo con il Responsabile del  Coordinamento:

 • comunicano al personale lo stato di emergenza,   indicandone la natura, trasmettendo (se del caso) l'ordine di evacuazione (to­tale o parziale) emanato dal  Dirigente scolastico o dal suo vice;

 • coordinano l'esodo del personale, compresi gli studenti, al fine di agevolare l'evacuazione in sicurezza dell'edificio e, più in generale, si attivano affinché vengano rispettate le norme di comportamento stabilite nel presente Piano in relazione alle differenti situazioni di emergenza ipotizzate;

 • intraprendono misure di contenimento e contrasto, commisura­te all'evento che ha determinato lo stato di emergenza, in rela­zione alle indicazioni ricevute dal  Servizio di Prevenzione e Protezione e sulla base della propria capacità e competenza; dette azioni devono essere intraprese solamente quando gli operatori hanno la certezza di non pregiudicare la propria ed altrui inco­lumità con le operazioni eseguite, ed alla condizione di cono­scere l'uso appropriato degli impianti ed attrezzature utilizzati;

 • effettuano i controlli e le manovre di sicurezza di seguito  defi­niti relativamente alla sezione di edificio di competenza;

 • coadiuvano il Responsabile del Coordinamento  nell'effettuare il controllo delle presenze nel luogo di raccolta ad esodo ulti­mato;

 • coadiuvano il Responsabile del Coordinamento onde agevolare l'intervento delle strutture esterne di soccorso pubblico.

 

4.3 Addetto alle comunicazioni esterne

 

 Su indicazione del Responsabile del Coordinamento, oppure (nel­l'impossibilità di contattare prontamente quest'ultimo) di un com­ponente il Servizio di Prevenzione e Protezione, l'addetto alle comunicazioni esterne,   segnala telefonicamente alle

 

                     

 

 

strutture esterne di soccorso pubblico lo stato di emergenza, fornendo le indicazioni più appro­priate (vedi allegato B).

     4.4 Capofila

 

  Si considerano capofila, per ogni classe, i ragazzi a cui attribuire le seguenti mansioni:

N°2 ragazzi apri-fila, con il compito di aprire le porte e guidare i compa­gni verso la zona di raccolta;

N°2 ragazzi serra-fila, con il compito di assistere eventuali compagni in difficoltà e chiudere la porta dell'aula dopo aver controllato che nessuno sia rimasto indietro;

 

   

 

 

 

 

 4.5 Ausiliari per l'assistenza ai disabili permanenti e/o infortunati.

 

 Gli ausiliari addetti al piano, nelle cui classi sono presenti “diversamente abili” e/o infortunati, li aiutano materialmente e li assistono, insieme ai compagni ad essi assegnati, nel­l'esodo in modo tale che questi siano gli ultimi ad abbandonare il settore dell'edificio in cui si trovano.

  Collaborano eventualmente con i componenti della squadra per la gestione dell'emergenza per l'assistenza di soggetti particolarmente emotivi e/o in stato di evidente disagio.

 

    4.6 Ausiliari di soccorso di piano

 

 Sono tutti gli ausiliari addetti ai piani facenti e non, parte della squadra di emergenza, che collaborano con gli addetti alla gestione delle emergenze per il trasferimento di messaggi e disposizioni.

Gli stessi possono essere individuati anche al verificarsi dell'even­to sinistroso dal personale addetto alla gestione dell'emergenza.

   Qualunque loro impegno deve svolgersi in sicurezza e non deve in alcun modo arrecare pregiudizio alla propria incolumità fisica.

 

   4.7 Dipendenti e/o prestatori d'opera abituali

   • Segnalano situazioni di pericolo (o comunque anomale) al Re­sponsabile del Coordinamento, direttamente (a voce) o tramite il telefono; in caso di impossibilità di contatto immediato con il Responsabile del Coordinamento, riferiscono ad un componente la squadra per la gestione dell'emergenza;

 • effettuano l'evacuazione nel rispetto delle indicazioni contenu­te nel piano d'esodo, disponendosi tra i capofila che aprono e chiudono la colonna, utilizzando le vie d'esodo previste,

ese­guendo comunque disciplinatamente le disposizioni impartite dal personale incaricato della gestione dell'emergenza;

 • si recano nell'area esterna di raccolta, predefinita  mantenendo un comportamento disciplinato ed ordinato per agevolare il controllo delle presenze, segnalando al personale della squadra per la gestione dell'emergenza o al Responsabile del Coordinamento, eventuali assenze riscontrate tra i

colleghi/collaboratori/studenti;

 • il personale che al momento della segnalazione dell'emergenza fosse in compagnia di visitatori e/o prestatori d'opera occasio­nalmente presenti nella sede, si attiva al fine di rendere confor­me il comportamento di tale personale esterno a quanto previ­sto dal Piano per l'emergenza in atto.

   Il personale dipendente, gli studenti e gli eventuali prestatori d'opera abituali devono astenersi, se non in caso di assoluta neces­sità e nell'impossibilità di attuare le precedenti indicazioni, dal com­piere atti che possano pregiudicare la sicurezza propria od altrui, con particolare (ma non esclusivo) riferimento all'uso di mezzi/im­pianti antincendio.

 

 

 

 

 

5

PROCEDURA DI EVACUAZIONE

5.1 Segnali di allarme

 

   Il presente piano di Emergenza prevede due diversi livelli di al­larme:

  • allarme di primo livello, dal quale deriva lo stato di preal­larme;

  • allarme di secondo livello, in conseguenza del quale deve darsi luogo all'evacuazione dello stabile.

 L'allarme di primo livello (PREALLARME) viene comunicato per le vie brevi (a voce, a mezzo telefono) ai componenti la squadra per la gestione delle emergenze.

 Entro il tempo massimo di tre minuti, a seguito delle necessario verifiche effettuate dal Servizio di Prevenzione e Protezione e dagli ad­detti alle squadre per la gestione delle emergenze, deve essere di­ramato il segnale di:              

v    "Cessato allarme"

  • segnalato a voce dal personale della squadra di emergenza oppure l'ordine di:

v    "Evacuazione"

  • (allarme di secondo livello), segnalato per mezzo del campanello elettrico con suoni brevi che dovranno ripetersi per tre volte ogni 5 secondi. In mancanza di corrente elettrica, verrà usata una campanella che emetterà, invece, un suono contenuto ed insistente della stessa durata.

 Tutti i presenti devono evacuare lo stabile in ordine e mante­nendo la calma. Gli incaricati devono attivare le procedure pre­viste dal piano di emergenza per l'intero stabile".

 

 5.2 Compiti degli addetti alla gestione dell'emergenza

        A - Il responsabile del Coordinamento

 Appena viene a conoscenza, mediante segnalazione a voce, di una situazione di emergenza:

  • fa comunicare, tramite ausiliari di soccorso di piano, lo sta­to di preallarme a tutti i componenti la squadra di emergen­za;

  • si porta sul luogo in cui è stata segnalata l'emergenza (o,in prossimità dello stesso) al fine di valutarne la natura, entità e stato di evoluzione dell'evento, se è possibile si consulta con il Dirigente Scolastico, altrimenti decide velocemente il passag­gio allo stato di "ALLARME DI 2° LIVELLO" o la comunica­zione di "CESSATO ALLARME";

  • definisce e coordina le eventuali azioni di pronto intervento e di difesa che devono essere attuate, in relazione alle proprie com­petenze definite al punto 4.1;

  • se del caso, trasmette all'addetto alle comunicazioni ester­ne (telefonicamente o a voce, personalmente o tramite in­caricato) l'ordine di richiedere l'intervento delle strutture pubbliche di soccorso, fornendo le necessarie informazioni sull'evento;

  • coordina l'attività di controllo delle presenze nei punti esterni di raccolta, avendo cura di avere tempestivamente prelevato l'elenco del personale presente dal collaboratore amministrati­vo allo scopo incaricato;

  • si mette a disposizione delle squadre esterne di soccorso;

  • dichiara la fine dell'emergenza.

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 B – Squadra per la Gestione dell’Emergenza

 

                                              Allarme di primo livello

      

 • Si portano immediatamente presso l'area di edificio di propria competenza (o comunque in una postazione preventivamente convenuta onde es­sere immediatamente reperibili);

preallertano gli ausiliari di soccorso al piano per:

   -informare dello stato di preallarme il perso­nale docente e non

    docente, con esclusione degli studenti;

   -raggiungere, p.es., locali tecnici defilati, ser­vizi igienici, ecc.

    oppure eventuali prestato­ri d'opera occasionali;

 • informano il personale di supporto, anche me­diante gli ausiliari di soccorso, di raggiungere eventuali disabili permanenti presenti;

 • in caso di presenza occasionale di disabili, di infortunati o  comunque di persone che necessi­tino un'azione di supporto, gli addetti alla ge­stione dell'emergenza individuano tra i presenti le persone a cui assegnare tale funzione di sup­porto;

 • accertano l'efficienza dei mezzi e delle attrezza­ture di difesa e, se necessario, rimuovono gli ostacoli che ne impediscono l'immediata e sicu­ra utilizzazione, o che condizionano il deflusso del personale verso luoghi sicuri;

  • quelli più vicini all'uscita, appositamente inca­ricati, aprono i varchi al contorno dell'edificio per consentire l'accesso ai mezzi di soccorso esterni.

 

 

 

 

 

 

 

 

                   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    Allarme di secondo livello   

 

  •Trasmettono al personale l'ordine di evacuazione;

    eventualmente, se ritenuto necessario in relazione

    all'evoluzione dell'emergenza, tale comunicazione potrà

    essere effettuata "a voce" da un componente della squadra

    anche in anticipo rispetto al previsto segnale sonoro;

  • disattivano il quadro generale dell’impianto di energia

     elettrica prima di abbandonare l’edificio;

  •  interrompono l’erogazione dell’acqua;

  • controllano che il personale attui l'evacuazione nel rispetto di

    quanto stabilito dal presente Pia­no e, comunque, nel rispetto

    delle indicazioni fornite dagli addetti alla gestione

    dell'emergenza;

  • se ritenuto opportuno e non pregiudizievole per la propria e

     l'altrui incolumità, contrastano l'evento con le difese,

     attrezzature e risorse di­sponibili;

  • chiudono le porte di compartimentazione even­talmente

    aperte;

  • segnalano i percorsi di esodo al personale che evacua il piano

    al fine di conseguire un deflusso ordinato e composto;

  • interdicono l'uso dell'ascensore;

  • individuano ed aiutano le persone in evidente stato di

   agitazione, oppure con difficoltà moto­rie (preesistenti o

   sopravvenute), o comunque in difficoltà (p. es. perché

   visitatori occasiona­li);

  • se le condizioni ambientali lo consentono, ispe­zionano i locali

   di piano prima di abbandonare la sezione di edificio

di propria competenza, controllando che l'area sia stata  interamente

eva­cuata, chiudendo le porte lasciate aperte;

  • predispongono i mezzi di contrasto dell'evento   per

 l'uso da parte delle squadre esterne di soccorso;

• disattivano gli impianti di ventilazione;

coadiuvano il  Responsabile del Coordinamento nella verifica 

  delle presenze nel punto esterno di raccolta;

• aprono i cancelli per consentire l’ingresso ai mezzi di

   soccorso e si attivano per facilitarne la mobilità all’intern

   dell’area;

• collaborano con le squadre esterne di soccorso con azioni di

  supporto e forniscono a queste ogni utile informazione per

  localizzare le difese ed i mezzi di contrasto esistenti

  nell'edificio;

• si allontanano e/o abbandonano la zona interes­sata

  dall'emergenza su disposizioni del Respon­sabile del Servizio di

  Prevenzione e Protezione e/o degli operatori esterni di

  soccorso.

                            

  Cessato allarme  

 

   Solo su invito del  Responsabile del Coordinamento        

 diramano al personale la comunicazione di  

                      "CESSATO ALLARME"

 

    C – Addetto alle Comunicazioni Esterne

 

                     Allarme di primo livello

 

Se viene a conoscenza dell'emergenza in atto, si mette

  immediatamente in comunicazione con il Responsabile del

  Coordinamento  o, nella impossibilità di contattarlo

  immediatamente, con un componente della squadra di

  emergenza;

• Su segnalazione del Responsabile del Coordinamento o,

  nell'impossibilità di contattare im­mediatamente quest'ultimo,

di un membro della squadra per la gestione dell'emergenza,

rilan­cia l'emergenza in atto alle strutture pubbliche di soccorso

(allegato "B") fornendo le indica­zioni di cui al punto 4.3.

 

 

                             Allarme di secondo livello   

 Alla diffusione dell'allarme di secondo livello il personale addetto alle comunicazioni esterno abbandona i locali di

lavoro e si porta nel punto esterno di raccolta.

 

 

 

 

         D- Dipendenti (esclusi gli studenti), Prestatori

 d’Opera ed Esterni Occasionalmente Presenti

 

                               Allarme di primo livello  

Vengono interrotte le normali attività di lavoro e le

   macchine/attrezzature utilizzate (anche nei laboratori)

devono essere messe in sicurezza (per es.: spegnere gli utilizzatori alimentati a gas agendo, ove previsto, anche sui dispositivi di intercettazione installati sulle tubazioni; spegne­re le attrezzature elettriche, disinserendo se pos­sibile anche la presa a spina; rimuovere even­tuali ostacoli o intralci lungo i passaggi),

si interrompono immediatamente le comunicazioni telefoniche (sia interne che esterne);

   • ci si predispone, mentalmente e fisicamente, all'eventuale imminente attuazione dell'esodo di

      emergenza o, comunque, delle indicazioni ricevu­te dal personale addetto alla gestione dell'emer­genza;

• i dipendenti, se in compagnia di personale esterno occasionalmente presente o di visitatori, informa­no sinteticamente questi ultimi sulle procedure in atto e, tranquillizzandoli, li invitano a seguire il proprio comportamento nelle fasi seguenti.

 

Allarme di secondo livello anche per gli studenti 

Il personale attua, ciascuno sulla base della formazione ed

informazioni ricevute, le misure necessarie  allo svolgimento

(per quanto possibile) di un esodo ordinato e sicuro, eseguendo comun­que prontamente e con diligenza gli ordini impar­titi dai preposti;

• i docenti, in particolare, invitano gli studenti a disporsi  in fila per uno, compo­nendo la colonna di deflusso, mantenendo un comportamento ordinato e corretto;

• tutto il personale, compresi gli studenti, abban­dona il posto di lavoro ed impegna i percorsi d'esodo solo a seguito di apposita segnalazio­ne sonora o messaggio vocale, oppure dell'or­dine di evacuazione emanato "a voce"  da un compo­nente la squadra per la gestione dell'emergen­za.  

• in particolare devono essere evitati i seguenti comportamenti:

• urlare, produrre rumori superflui;

• muoversi nel verso opposto a quello dell'eso­do;

• correre (in modo particolare lungo le scale) e

• tentare di sopravanzare chi sta attuando l'esodo;

• trattenersi in prossimità o avvicinarsi alla zona in cui si è verificata l'emergenza, se non per lo svolgimento di compiti specifici previsti dal presente Piano o perché espres­samente richiesto dal personale addetto alla gestione delle emergenze;

 

 

 

     E- Ordine di uscita delle Classi

 

 

 

 

 

  Uscirà prima la Classe più vicina alla porta di uscita, secondo il percorso indicato sulla piantina di piano, poi di seguito quelle più distanti.

  Ogni classe, al suono convenuto deve cercare di non perdere la calma e seguire una serie di semplici operazioni, che vengono, qui di seguito illustrate:

   1) I professori che si trovano, in quel momento, in classe devono tra­smettere agli alunni sicurezza e tranquillità per evitare situazioni di panico che potrebbero certamente ostacolare la rapida e sicura evacuazione; se non addirittura provocare disagi e danni fisici ai più deboli e disci­plinati tra gli alunni;

   2) tranquillizzate le Classi, i Professori daranno il via all'evacuazione portandosi vicino alla porta dell'aula;

3) i due ragazzi apri-fila inizieranno la fila uscendo dal proprio banco, portandosi vicino alla porta aperta; tutti gli altri, ordinatamente, si accoderanno prendendosi per mano, mentre i due ragazzi chiudi-fila, preso il registro di classe, controlleranno che nessun compagno sia rimasto nell'aula prima di incolonnarsi loro stessi ai compagni. I ragazzi apri-fila, rispettando le precedenze stabilite, si immetteranno nel corridoio e raggiungeranno l'uscita sempre tenendosi per mano. Appena giunti nel piazzale di raccolta, nell’area stabilita, il professore farà l'appello per controllare se qualcuno è rimasto nell'edificio e provvedere di conseguenza.

  4) gli alunni che al momento del segnale di evacuazione si trovano nei gabinetti o nei corridoi devono immediatamente rientrare nella propria classe se è vicina, altrimenti nell'aula più vicina a lui in quel momento. Appena giunti però nel piazzale l'insegnante della classe, prima di compilare il modulo di evacuazione, farà ricongiungere ai propri compa­gni gli alunni di altre classi.

  5) nelle classi dove c'è un alunno bisognoso di aiuto, (o perché portatore di handicap o perché bloccato dalla paura) questo, insieme ai compa­gni già precedentemente designati e l'insegnante di sostegno presente, lascerà il piano o l'ala del piano per ultimo;

  6) ogni apri-fila, prima di immettersi nel corridoio, dovrà accertarsi che si sia completato il passaggio delle classi secondo le precedenze stabilite;

  7) il personale non docente e i relativi responsabili, lasceranno l'edi­ficio solo dopo che l'ultimo alunno/dell'ultima classe ha lasciato il proprio piano;

  8) tutte le persone presenti nell'edificio si raccoglieranno nello spazio predisposto, situato all’esterno dell’edificio

  9) in questo piazzale tutti gli alunni attenderanno che un familiare li venga a prelevare nel più breve tempo possibile. L'insegnante respon­sabile della classe in quel momento, farà firmare al genitore il mo­dulo di evacuazione, allegato al registro di classe, in corrispondenza del nome dell'alunno prelevato.

                                                        Per la sede Centrale

 Gli alunni delle classi del secondo  piano  raggiunta la scala di emergenza,  scenderanno rapidamente, ma con attenzione, mantenendosi sempre per mano, uno dietro l’altro, rasentando la ringhiera in modo da non intralciare, nelle scale, l’immissione delle persone  del piano sottostante. Giungono all’aperto, dove è situata l’area di raccolta prestabilita .

 Gli alunni delle classi del primo  piano  raggiunta la scala di emergenza,  scenderanno rapidamente, ma con attenzione, mantenendosi sempre per mano, uno dietro l’altro, rasentando il muro in modo da non interferire con le persone che provengono  dal piano soprastante. Giungono all’aperto, dove è situata l’area di raccolta prestabilita .

 Gli alunni del piano terra e del seminterrato che dovranno utilizzare le scale di emergenza usciranno rapidamente ma con attenzione, mantenendosi sempre per mano, uno dietro l’altro, prima che sopraggiungano quelli dei piani superiori.

Inoltre gli alunni del piano seminterrato -  lato ovest- utilizzeranno le vie di esodo indicate sulle piantine delle relative aule e solo in caso estremo di impercorribilità della via di esodo attraverso la scala di emergenza, tutti i presenti in tale ala del seminterrato utilizzeranno, per evacuare, l’aula che dà sul corridoio centrale e la prima uscita di emergenza.

Tutti coloro, che si trovassero ad occupare la palestra al momento del verificarsi di un pericolo (incendio, terremoto, ecc..), abbandonino immediatamente l’ambiente attraverso la più vicina via d’uscita e raggiungano l’area di raccolta.

 

 

 

6

NORME COMPORTAMENTALI

DA TENERE IN CASO DI EMERGENZA

L'evacuazione dell'edificio normalmente deve essere effettuata per i seguenti accadimenti:

Incendio - Terremoto/crollo di strutture interne - Fuga gas/ sostanze pericolose – Telefonate

  anonime (minacce di bomba)

In altre circostanze, invece, può risultare più opportuno che i lavoratori restino all'interno dei locali di lavoro, come per esempio nei seguenti casi:

Alluvione - Tromba d'aria - Scoppio/crollo all'esterno (gas edifici vicini, caduta di aeromobili, ecc.) - Minaccia diretta con armi ed azioni criminose - Presenza di un folle.

Il Responsabile del Coordinamento e gli incaricati della gestione della emergenza valuteranno di volta in volta le circostanze, l'evo­luzione degli eventi e le azioni da porre in essere per la tutela della integrità fisica dei presenti.

Si esaminano, di seguito, differenti situazioni di rischio.

   6.1 Incendio

In caso d'incendio con presenza di fiamme e fumo in un locale, i presenti devono allontanarsi celermente da questo, avendo cura di chiudere, alla fine dell'evacuazione, la porta del locale, avvisare gli addetti di piano e portarsi secondo le procedure pianificate all'esterno del locale e rimanere in colonna in prossimità del vano scala in attesa che venga diramato l'ordine di evacuazione generale del plesso scolastico, in caso d'incendio in ambienti distinti e relativamente lontani da quello in cui ci si trova, attendere che gli incaricati diramino le direttive dell'evacuazione ordinata e composta. Ciascuno è obbligato ad osservare le procedure stabilite dal piano di emergenza. Nelle vie di esodo (corridoi, atrii, etc.) in presenza di fumo in quantità tale da rendere difficoltosa la respirazione, camminare chini,

proteggere naso e bocca con un fazzoletto possibilmente bagnato

ed orientarsi tramite il contatto con le pareti per raggiungere luoghi sicuri dinamici e vie d'esodo. E' preferibile tenersi per mano e non incorrere in isterismi che rendono più difficoltoso l'esodo.

  Nel caso in cui il percorso che conduce alle uscite di sicurezza fosse impedito da fiamme e fumo, dirigersi all'esterno utilizzando le scale come via di deflusso. Nel caso che dal luogo in cui ci si trova non fosse possibile evacuare all'esterno per impedimenti dovuti a fiamme, fumosità e forte calore, è indispensabile recarsi se possibile nelle aule più distanti dai locali interessati dall'evento, sigillando le fessure delle porte con nastro adesivo o con indumenti e proporsi alle finestre, attirando l'attenzione dei soccorritori oppure, in alternativa, nei locali adibiti a bagni utili per la presenza di acqua e di materiali scarsamente infiammabili, oppure restare nell'ambiente in cui ci si trova avendo cura comunque di sigillare le fessure. Ove possibile è bene mantenere umido il lato interno della porta applicando un indumento o tendaggio precedentemente bagnato, sia pur con urina.

  Gli arredi (banchi, lavagne, sedie, tavoli) dovranno essere allontanati dalla porta ed accostati in luogo distante e contrapposto all'area di attesa dei presenti. Le persone che indossano tessuti acrilici e sintetici dovranno spogliarsi di questi.

   E' vietato percorrere le vie di esodo in direzione opposta ai normali flussi di evacuazione così come è vietato a chiunque non abbia una preparazione specifica di tentare di estinguere un incendio con le dotazioni mobili esistenti e specialmente quando le fiamme hanno forte intensità espansiva. La corretta operazione da compiere è quella di avvisare gli addetti di piano, segnalare l'evento pacatamente ai presenti e riversare ai preposti l'incarico di chiamare i soccorsi pubblici.

  Qualunque uso delle lance idriche è consentito dopo aver accertato la disattivazione dei circuiti elettrici (almeno di piano).

  Operazione che può essere eseguita soltanto dagli addetti al pronto intervento.

  Incendi di natura elettrica possono essere spenti solo con l'impiego di estintori a C02  o a polvere.

  Se l'incendio ha coinvolto una persona è opportuno impedire che questa possa correre; sia pur con la forza bisogna obbligarla a distendersi e poi soffocare le fiamme con indumenti, coperte od altro. L'uso di estintore a C02 può provocare soffocamento ed ustioni per cui è preferibile un estintore a polvere. Al di là dei suggerimenti tecnici è opportuno che durante le operazioni di evacuazione ciascuno mantenga un comportamento ispirato a sentimenti di solidarietà, civismo, collaborazione verso gli altri.

  Raggiunte le aree esterne, coloro che non hanno specifiche mansioni previste dal piano di emergenza, devono sostare in aree di raccolta per non ostacolare le operazioni di soccorso e di estinzione.

  E' necessario che gli alunni della stessa classe, che hanno    lasciato la scuola tenendosi per mano dietro al capofila, si ricompongano in gruppo all'interno delle aree di raccolta affinché si possa procedere ad un controllo di tutte le presenze da parte dell'insegnante che ha recuperato e portato con sé il giornale di classe.

     6.2 Fuga di gas / sostanze pericolose

  In caso di fuga di gas o presenza di odori che lasciano pre­vedere la significativa presenza in un locale di gas o vapori di sostanze pericolose, non deve essere consentito ad alcu­no l'accesso nel locale e deve essere immediatamente con­tattato il Responsabile del Coordinamento o, nel caso di momentanea irreperibilità, un addetto alla gestione del­l'emergenza;

  • far evacuare il personale potenzialmente coinvolto da un'even­tuale esplosione o potenzialmente esposto alla sostanza perico­losa;

  • richiedere l'intervento dei Vigili del Fuoco e, se del caso, delle altre strutture pubbliche di soccorso e pronto inter­vento;

• se possibile, interrompere l'erogazione del gas/sostanza peri­colosa agendo sugli organi di intercettazione installati all'esterno dei locali interessati dalla fuga;

   • se ci si trova nei locali interessati dalla fuga, nell'abbandonare i locali è necessario evitare di accendere o spegnere utilizzatori elettrici, evitando comunque l'uso di fiamme libere e la produzione di scintille;

   • se ci si trova nel medesimo ambiente in cui si è verificata la fuga di gas/sostanza pericolosa, nell'abbandonare il locale in­terrompere l'erogazione del gas/sostanza pericolosa e, se pos­sibile, aprire le finestre, avendo cura comunque di chiudere la porta dopo l'allontanamento dal luogo;

   • disattivare l'energia elettrica dal quadro di piano e/o generale;

   • respirare con calma e se fosse necessario frapporre tra la bocca, il naso e l'ambiente un fazzoletto preferibilmente umido.

 

    6.3 Alluvione

 

  In caso di alluvione dell'edificio scolastico, portarsi subito ma con calma dai piani bassi a quelli più alti. L'energia elettrica dovrà essere interrotta dal quadro generale a cura del preposto. Nella maggior parte dei casi questo evento si manifesta ed evolve temporalmente in modo lento e graduale.

   • non cercare di attraversare ambienti interessati dall'acqua, se non si conosce perfettamente il luogo, la profondità dell'acqua stessa e l'esistenza nell'ambiente di pozzetti, fosse e depressioni.

    • non allontanarsi mai dallo stabile quando la zona circostante è completamente invasa dalle acque alluvionali, per non incorrere nel trascinamento per la violenza delle stesse.

    • attendere pazientemente l'intervento dei soccorritori segnalando la posizione ed i luoghi in cui si sosta.

    • evitare di permanere in ambienti con presenza di apparecchiature elettriche, specialmente se interessati dalle acque alluvionali.

 

     6.4 Tromba d’Aria

  Alle prime manifestazioni della formazione di una tromba d'aria, cercare di evitare di restare in zone aperte. Se ci si trova in aule che sono prospicienti all'esterno, porsi lontano da finestre, porte o da qualunque altra area dove sono possibili cadute di vetri, arredi, etc.

  Prima di uscire dallo stabile interessato dall'evento, accertarsi che l'ambiente esterno e le vie d'esodo siano prive di elementi sospesi o in procinto di caduta.

 

6.5 Caduta Aeromobile/ Esplosione/ Crolli/ Attentati e

   Sommosse che interessano Aree Esterne

  In questi casi ed in altri simili in cui l'evento interessa direttamente aree esterne all'edificio scolastico, il Piano di Emergenza deve prevedere la non evacuazione.

  Nell'eventualità si verifichino fatti che escludono l'evacuazione, il segnale d'emergenza sarà costituito da trilli a raffica, appena interrotti cioè da brevissima pausa, per 15 secondi. In ogni caso si terranno i seguenti comportamenti:

  -  non abbandonare le aule e non affacciarsi alle finestre per curiosare;

  - spostarsi dalle porzioni di aula allineate con finestre esterne e con porte o che siano sottostanti oggetti sospesi (lampadari, quadri, altoparlanti etc.) e concentrarsi in zone più sicure (ad esempio tra la parete delimitata da due finestre o sulla parete dell'aula, opposta a quella esterna),

  -  mantenere la calma e non condizionare i comportamenti

 altrui con isterismi ed urla;

  -  rincuorare ed assistere i colleghi in evidente stato di

  maggior agitazione;

     -  attendere le ulteriori istruzioni che verranno fornite

     dagli addetti alla gestione dell'emergenza.

 

     6.6 Minaccia Armata/ Presenza di un Folle

 

   Anche in questi casi il piano di emergenza deve prevedere la non evacuazione. Con i mezzi più opportuni verranno diramate all'utenza scolastica tutte le informazioni del caso.

   Comunque essa dovrà attenersi alle seguenti indicazioni:

- non abbandonare le aule e non affacciarsi alle finestre per     curiosare;

- restare seduti ciascuno al proprio posto e con la testa china

   se la minaccia è diretta;

- non concentrarsi per non offrire maggiore superficie ad azioni di offesa fisica;

- non  contrastare  con  i  propri  comportamenti  le  azioni  compiute dall'attentatore/folle

- mantenere la calma ed il controllo delle proprie azioni per offese ricevute e non deridere i   comportamenti squilibrati del folle;

- qualsiasi azione e/o movimento compiuto dev’essere eseguito con naturalezza e con calma (nessuna azione possa apparire furtiva, nessun movimento che possa apparire una fuga od una reazione di difesa),

- se la minaccia non è diretta e si è certi delle azioni attive di contrasto delle Forze di Polizia, porsi sotto i banchi ed attendere ulteriori istruzioni dall'insegnante.

 

6.7 Terremoto

 

In caso di una scossa di terremoto il piano di evacuazione subisce una modifica nei comportamenti di ognuno. Prima perché “l’effetto panico” diventa quasi inevitabile, poi perché la prima fase della procedura di evacuazione dell'edificio è molto più importante e diversa dagli altri casi. Appena avvertita la scossa tutti gli alunni si accovacceranno sotto il proprio banco, ad eccezione di quelli che occupano una posizione a rischio.

  Le posizioni a rischio sono quelle vicino alle finestre (pericolo di vetri rotti), vicino ad armadi o comunque a cose che potrebbero cadere. In questi casi, in ogni classe, verranno individuati i punti sicuri e ad ogni alunno, esposto a rischio, verrà assegnata una sistemazione più idonea sotto la cattedra o sotto un architrave e nel vano della porta.

  L'insegnante farà tutto ciò che è nelle sue possibilità per tranquillizzare gli allievi e fare in modo che i comportamenti suggeriti dal piano vengano attuati.

  Al termine della scossa si darà il via all'evacuazione secondo le modalità precedentemente esposte.

In questo caso l'evacuazione richiederà maggiore circospezione per la presenza di eventuali calcinacci sul pavimento o di suppellettili. che potrebbero ostacolare il decorso normale della fila verso l'uscita.

  Il personale Collaboratore scolastico e docente deve attivarsi per eliminare tempestivamente eventuali ostacoli pericolosi per gli alunni.

 

 6.8 Incidenti ed infortuni sul lavoro

 

  Durante l'ordinaria attività lavorativa ed anche in occasione di un evento sinistroso può accadere che qualcuno possa restare vitti­ma di incidente o subire un malore momentaneo. In attesa di un soccorso qualificato (medico, ambulanza, Pronto Soccorso Ospe­daliero) le persone opportunamente addestrate presenti nell'edifi­cio possono prestare un primo soccorso ed assistenza all'infortuna­to usando materiali e mezzi disponibili al momento dell'incidente.

  Si riportano di seguito alcuni incidenti che più frequentemente si possono verificare all'interno di una unità produttiva durante la nor­male attività ed anche in situazioni di emergenza.

• Generalità. Se qualcuno subisce un infortunio, si è tenuti a darne avviso agli addetti del primo soccorso sanita­rio.

   La persona competente effettuerà una prima medicazione utilizzando i contenuti della "cassetta di pronto intervento", la­sciando ai sanitari qualificati il compito di una più risoluta ed efficace medicazione.

• In casi di soffocamento ed asfissia: se per ostruzione della trachea, rimuovere il corpo estraneo ove possibile, anche capovol­gendo l'individuo; successivamente praticare la respirazione artifi­ciale. E' preferibile far ruotare la testa all'indietro e spingere le man­dibole verso l'alto (si evita che la lingua ostruisca la trachea).

In caso di folgorazioni: dapprima interrompere la corrente; qua­lora ciò non sia possibile, distaccare il malcapitato dalla sorgente elet­trica utilizzando un corpo non conduttore (legno per esempio). Prati­care immediatamente la rianimazione corporea agendo sul torace.

• In caso di ferite profonde con emorragia esterna: pulire su­bito la ferita, tamponare il flusso con bende e ridurre l'afflusso san­guigno con una contenuta fasciatura della zona ferita.

• Per distorsioni, strappi e lussazioni: applicare una fasciatura rigida ma non stringente. Lasciare l'infortunato nella posizione di minor dolore ed attendere l'arrivo del soccorso esterno.

• In caso di svenimenti: non tentare di sollevare l'infortunato; è preferibile distenderlo tenendo le gambe sollevate rispetto la posi­zione della testa. Per svenimenti in posizione seduta piegare la testa fra le ginocchia. Non soffocare l'infortunato con la presenza di più persone e ventilare.

• In caso di convulsioni: tenere l'infortunato in posizione oriz­zontale con la testa girata su un fianco per evitare vomiti e probabili soffocamenti. Chiamare subito un soccorso esterno.

• In caso di inalazioni di fumi: senza mettere a repentaglio la propria incolumità, mettere in salvo l'infortunato allontanandolo dall'ambiente contaminato dai fumi (spesso tossici). Se l'infortuna­to è incosciente ma respira, disporlo in posizione laterale di sicurez­za. Se respira con difficoltà o non respira, praticare la respirazione artificiale. Se l'infortunato è lievemente ustionato (1° grado) appli­care la pomata disponibile nella cassetta di pronto intervento e co­prire la zona con un panno pulito ed umido.

• In caso di grandi ustioni (2° e 3° grado): raffreddare le parti con acqua fredda. Non tentare di rimuovere lembi di tessuto bruciati ed attaccati alla pelle. Sfilare delicatamente anelli, braccialetti, cin­ture, orologi o abiti intorno alla parte ustionata prima che inizi a gonfiare. Applicare i medicamenti disponibili nella cassetta di pron­to soccorso. Evitare di applicare sostanze oleose e grasse, ma rico­verare l'infortunato in Centri specializzati.

• In caso di ferimenti alla testa: se l'incidente è accompagnato anche da perdita di conoscenza e/o sbandamenti e sonnolenza si può ipotizzare anche un trauma cranico. In questi casi non cercare di sollevare l'infortunato, ne dargli da bere, ma chiamare subito il Soc­corso Sanitario Pubblico.

• In caso di lesioni da schiacciamento: arrestare ogni eventuale emorragia e trattare tutte le ferite con i medicamenti disponibili nel­la cassetta di pronto soccorso. Se l'arto può essere liberato subito rimuovere il peso che lo comprime; qualora l'arto dovesse rimanere schiacciato per più di 30 minuti, attendere il soccorso medico prima di estrarlo o, per estrema necessità, apporre un laccio tra la parte schiacciata e la radice dell'arto prima della rimozione del peso che comprime. Quando possibile le lesioni da schiacciamento devono essere lasciate scoperte. Se l'infortunato perde conoscenza ma re­spira, va messo in posizione laterale di sicurezza; se si arresta il battito cardiaco e la respirazione, praticare immediatamente la riani­mazione. Riferire sempre al personale del soccorso medico la durata dello schiacciamento.

• Trasporto di persona disabile o incapace di mobilità pro­pria di evacuazione: in caso di evacuazione se nell'ambiente da abbandonare è presente una persona disabile o che momentanea­mente (per panico, svenimento ecc.) non sia in grado di muoversi si può tentare un trasporto improvvisato con uno o più soccorritori e con diversi metodi:

  • Metodo stampella umana

 E' utilizzata per reggere un infortunato cosciente capace di cam­minare se assistito. Questo metodo non può essere usato in caso di impedimenti degli arti superiori dell'infortunato.

  • Metodo della slitta

Consiste nel trascinare l'infortunato dal suolo senza solle­varlo.

  • Metodo del pompiere

Si ricorre a questo metodo quando il soccorritore vuole mante­nersi sempre disponibile almeno una mano per compiere altre operazioni durante l'evacuazione (esempio: aprire/chiudere una porta, trasportare altri oggetti). Aiutare l'infortunato ad alzarsi.

Se è incapace di alzarsi mettersi in piedi davanti alla testa e sollevare l'infortunato utilizzando le braccia intorno le ascelle di quest'ultimo. Afferrare il polso dell'infortunato con la mano dello stesso lato e caricare la propria spalla con il corpo del­l'infortunato a livello della zona addominale. Mettere l'altro braccio tra o intorno alle gambe del trasportato.

 

  Il Responsabile Amministrativo provvede alla corretta tenuta del registro degli infortuni, all'inoltro, nei tempi stabiliti dalla Legge della denuncia dell'infortunio all'INAIL e alle Autorità di pubblica sicurezza.

L'omesso soccorso costituisce grave reato con responsabilità

anche sul piano penale.

 

7

 

NORME COMPORTAMENTALI

DA SEGUIRE SEMPRE,

PER LA SICUREZZA E LA SALUTE

PROPRIA E ALTRUI

 

 

  1. Restare ad attendere l’insegnante in classe, sempre seduti, durante il cambio dell’ora;
  2. areare l’aula almeno ogni ora, per circa cinque minuti;
  3. aprire e chiudere le finestre con cautela per evitare di ferirsi le mani;
  4. aprire le porte verso l’esterno con cautela per evitare di urtare persone all’esterno;
  5. nei corridoi non camminare e non sostare in prossimità delle porte;
  6. non sporgersi dalle finestre;
  7. non lasciare zainetti e/o altri oggetti a terra per evitare inciampi o scivolamenti;
  8. non raggruppare banchi o sedie;
  9. lasciare sgombre le vie di fuga;

10.  non fumare neppure nei bagni, nei corridoi e nelle scale;

11.  stare attenti a non far cadere acqua a terra per evitare scivolamenti;

12.  fare attenzione, in caso di presenza di acqua sul pavimento, a non scivolare;

13.  non spingere i compagni;

14.  non correre nei corridoi e nelle scale;

15.  non lanciarsi oggetti;

16.  non utilizzare oggetti pericolosi (forbici appuntite, taglierini, ecc..);

17.  lavarsi le mani prima di toccare cibo;

18.  controllare la data di scadenza prima di consumare cibo e/o bevande confezionati;

19.  non toccare prese di corrente e non collegarvi apparecchi elettrici (radio, televisori, cellulari, ecc..);

20.  non toccare i termosifoni;

21.  per uscire dal cortile della scuola usare il cancello pedonale se si è a piedi in modo da non interferire con autovetture e ciclomotori;

22.  all’esterno della scuola non camminare e non intrattenersi al di sotto del marciapiede.

 

 

8

 

NORME DI EMERGENZA PER I GENITORI DEGLI ALUNNI

   8.1 I genitori ricevono le informazioni su:

 

• attività in corso nell'Istituto sulla pianificazione dell'emer­genza

• cosa faranno a scuola i loro figli in caso di emergenza

• quali sono i comportamenti corretti da tenere nei confronti del­l'Istituto.

8.2 Norme di comportamento dei genitori

 

• se sono a scuola si attengono alle disposizioni dell'Istituto in tema di sicurezza

• se a casa, non utilizzeranno il telefono per eventuali notizie, ne andranno a prendere i figli a scuola

• se invitati dalle Autorità competenti possono recarsi a scuola per prelevare i loro figli dopo averne ricevuta autorizzazione dal docente di classe

• in caso di evacuazione saranno allertati dagli enti competenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

9

RISCHI GENERICI PER PERSONALE NON DOCENTE

 

 Ci sono delle attività che riguardano personale di segreteria, assistenti dei laboratori, addetti alla pulizia, bidelli ecc. e per le quali è necessario soffermarsi.

In particolare tutto il personale addetto all'utilizzo di apparecchiature elettriche come fotocopiatrici, fotoriproduttori, rilegatrici elettriche, taglierine, scanner, computer, lavagne luminose, attrezzature da laboratorio, e quant'altro si utilizza in ambiente scolastico deve:

• preventivamente leggere le istruzioni per l'uso e la manutenzione di dette apparecchiature,

• formare ed informare sull'utilizzo il personale che ne fa eventualmente uso;

• segnalare eventuali anomalie;

• in caso di interventi di piccola manutenzione (sostituzione cartucce, toner, fogli inceppati, lampade fulminate) togliere sempre l'alimentazione elettrica.

 Anche l'attività di pulizia dei locali degli arredi e degli infissi e di quant'altro appartiene alla struttura richiede un minimo di attenzione; si possono infatti individuare rischi connessi a:

• Deposito e conservazione di detersivi

• Utilizzo di sostanze chimiche per detergere

• Utilizzo di macchine per lavare pavimenti

• Utilizzo di scalette pieghevoli

• Eliminazione di rifiuti pericolosi

 I detersivi utilizzati devono essere controllati in relazione all'odore, ai vapori emessi, alle eventuali attività chimiche.

Le macchine per pulire (eventuali) devono essere controllate in relazione all'isolamento elettrico del dispositivo e dell'operatore, inoltre, in considerazione alle parti meccaniche in movimento.

 Il controllo dei fattori di rischio richiede il rispetto di regole operative, l'uso di prudenza e, in talune situazioni, di oggetti o sistemi di protezione.

• Il personale deve abitualmente usare i guanti di gomma, ed in caso di travaso di liquidi irritanti anche gli occhiali protettivi e le mascherine.

• Il materiale d'uso per la pulizia dei servizi igienici deve essere adoperato esclusivamente per tale scopo.

• Dopo l'uso tutto il materiale necessario per la pulizia deve essere accura­tamente lavato ed asciugato.

 

9.1  Macchine per lavare i pavimenti (eventuale)

 

• Operare sempre con scarpe dotate di suole di gomma (isolamento elettrico) e con guanti di gomma asciutti.

• Predisporre il collegamento elettrico prima di avviare la macchina lavapavimenti.

• Non intervenire mai sulla macchina, ma segnalare immediatamente il verificarsi di funzionamenti irregolari o di guasti.

• Prima di azionare la macchina accertarsi che nell'area sottoposta a pulizia non siano presenti altre persone.

 

9.2  Utilizzo di scalette pieghevoli

 

• Per normali interventi di pulizia (strutture o arredi) può essere adoperata una scala pieghevole (apertura a compasso) del tipo destinato ad usi domestici.

• Il personale autorizzato non dovrà superare il livello (gradino) di appoggio di 150 cm.

• L'operatore sulla scala dovrà sempre essere assistito da una persona a terra, non dovrà lavorare in prossimità di finestre aperte, non dovrà sporgersi dalla scala rimanendo con il busto entro la base di appoggio della scala al suolo.

 

9.3  Eliminazione di rifiuti pericolosi

 

Sanitaria (servizi igienici, ecc.)

 La raccolta di sostanze deve essere attuata con l'uso di appositi guanti di gomma e strumenti idonei ad evitare ogni contatto. I materiali vanno conferiti agli opportuni contenitori, interni o esterni alla struttura.

 

9.4  Imballi pesanti

 

 Nel trasportare imballi di vario genere è necessario valutarne sempre il peso e il baricentro considerando la movimentazione più corretta da adottare e i rischi che ne possono derivare.

 Il sollevamento e la movimentazione manuale di risme di carta, scatoloni e imballi di vario genere soprattutto nel caso si tratti di pesi eccessivi, se eseguiti in modo scorretto o prolungato nel tempo, possono essere causa di infortunio con possibili ripercussioni alla colonna vertebrale e comparsa di malattie professionali. 

 

 

 

 

 

 Il sollevamento e la movimentazione di apparecchi da ufficio, lo spostamento di mobili, arredi e macchinari di lavoro devono essere eseguiti in modo corretto senza sottoporre la schiena a sforzi eccessivi e pericolosi e piegandosi sempre sulle ginocchia.

 Si ricorda  di scegliere la modalità di presa che offra una buona tenuta (uso di entrambe le mani) e consenta una posizione corretta; non si deve infine dimenticare l’importanza di usare ausili come scale portatili, pedane o attrezzature meccaniche per facilitare ogni operazione.

 

 

  Evitare la torsione del tronco e la posizione fissa dei piedi

 

 

 

 

 

 

 

 

  E' bene avvicinare il peso al corpo e muovere le gambe

 

 

 Evitare di tenere la schiena flessa e il peso lontano dal corpo 

 

 

  E' bene eseguire l'operazione flettendosi sulle ginocchia

 

9.5  Piccoli attrezzi e materiale di consumo

 

 Molti dei piccoli infortuni che accadono negli uffici durante l'orario di lavoro sono da addebitare all'utilizzo scorretto o disattento di forbici, tagliacarte, temperini e di altri oggetti taglienti od appuntiti  non utiliz­zati in modo appropriato.

 Ricordiamoci che l'abitudine di riporre oggetti appuntiti o taglienti nelle tasche  è da evitare, poiché nel caso di cadute possono essere causa di ferite; al fine di evitare fastidio­se lacerazioni, merita tutta la nostra attenzione anche il semplice utilizzo di fogli e buste di carta poiché i bordi, specie quello dei fogli nuovi, è particolarmente tagliente:

è quindi opportuno prenderli agli angoli e non sui lati e inumidire eventuali buste o strisce gommate, usando le apposite spugnette.

 Le taglierine manuali usate comunemente negli uffici possono rappresentare una fonte di pericolo per infortu­ni di particolare gravita: il rischio maggiore è quello di ferite o amputazioni alle dita.

 La prevenzione si realizza facendone un uso corretto ed attento e applicando opportune protezioni alla lama che non permettano alcun contatto diretto da parte dell'operatore.

 La cattiva abitudine di non sostituire le protezioni dan­neggiate o inefficienti annulla qualsiasi condizione di sicurezza rendendo possibile il contatto o l'urto di dita, mani e avambracci contro la lama, peraltro spesso lasciata erroneamente a riposo in posizione alzata.

 

 

 La sostituzione di una protezione   Non dimentichiamo  che le protezioni devono

essere tolte soltanto per sostituirle immediatamente con altre di pari o di maggior efficienza e che la lama della taglierina, ad uso terminato, deve essere lasciata com­pletamente abbassata e protetta.

 La cucitrice a punti metallici per fascicoli è meno peri­colosa di una taglierina, ciò nonostante è bene prestare attenzione anche al suo utilizzo. Quando si è mandata in blocco l'apparecchiatura nel tentativo di cucire fascicoli composti da troppi fogli, operando con strumenti inade­guati nel tentativo di liberarla dai punti aggrovigliatisi e di riattivarla, si può essere feriti alle mani o, peggio, si può essere feriti in viso dai punti proiettati dall'alimentatore a molla, inopportunamente non disinserito.

 

9.6     ULTERIORI   SUGGERIMENTI

 

 • Richiudere le ante degli armadi che ne sono provvi­sti, ogniqualvolta se ne sia fatto uso, per evitarne urti accidentali; questa procedura è da tenere in particolare considerazione quando si tratta di ante in vetro traspa­rente, senza bordo in legno o di metallo, poco visibili e

particolarmente pericolose (la pericolosità di queste ante in caso di urto o rottura è assai simile a quella delle porte a vetro). Nel caso in cui le ante siano scorrevoli, devono essere manovrate con le apposite maniglie per evitare schiacciamenti delle dita.

 • Disporre le documentazioni, il materiale cartaceo e i raccoglitori sui ripiani di armadi e scaffali in modo ordinato e corretto, partendo dai piani inferiori ed osservando una attenta distribuzione dei carichi onde evitare possibili ribaltamenti, specialmente quando armadi e scaffali non sono ancorati al muro. Anche la presenza di cassettiere e classificatori non ancorati a muro richiede accortezza nell'impiego e nella distribuzione dei carichi poiché l'apertura contemporanea di più cassetti posti nella parte superiore può provocarne il ribaltamento.

 • Ricordare che i ripiani non posso­no essere caricati all'infinito e che anche la carta in piccoli volumi rag­giunge pesi notevoli: buona norma è quella di verificare costantemente la stabilità dei ripiani e dei loro punti di appoggio onde evitare peri­colosi cedimenti .

 

 

 

 • Chiudere i cassetti delle scriva­nie, delle cassettiere e dei classifi­catori e togliere eventuali chiavi sporgenti onde evitare che urti o impigli divengano causa di ferite come abrasioni o lacerazioni.

 • Verificare sempre che le scale portatili, a volte necessarie per poter raggiungere i ripiani più alti di armadi e scaffali, siano in buono stato e che, se acquistate di recen­te, dispongano degli opportuni mar­chi di qualità.

 

 La pigrizia induce spesso a usare in loro vece mezzi di fortuna come scatoloni, sgabelli o sedie (magari a rotelle) o addirittura a salire sui ripia­ni stessi: rovinose cadute ne diven­gono la logica conclusione.

 • Ricordare che le scale devono essere sempre trasportate incli­nandole e facendo attenzione ad evitare urti e collisioni specialmente quando la visuale è limitata; prima dell'impiego devono essere poi cor­rettamente posizionate con la giusta angolazione rispetto ai piani verticali e di appog­gio. 

 • Si consiglia poi di evitare di salire sulle scale se non si hanno ai piedi calzature idonee (tacchi alti e suole sdrucciolevoli possono esse­re causa di inciampo o di caduta); una volta saliti, si raccomanda di non sporgersi per raggiungere

parti lontane, ma piuttosto di scendere e variarne la posizione in modo tale da rendere più agevole l'operazione che si sta compiendo; tenere sem­pre il volto verso i gradini, non sostare in più persone sulla scala, non caricare pesi eccedenti a quelli che possono essere sostenu­ti con una mano e non saltare diret­tamente dalla scala .

 • Evitare di appoggiare al di sopra di armadi, scaffali e davanzali ogget­ti o vasi: potrebbero cadere.


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ERGONOMIA DEL POSTO DI LAVORO AL VIDEOTERMINALE

 

 

10.1  Schermo

 

 Nell'uso del videoterminale è importante che la visualizzazione dei caratteri sullo schermo sia tale da renderli chiaramente leggibili. Inoltre è importante che non vi siano riflessi o velature luminose. Per questo motivo i monitor in dotazione alla struttura devono essere tutti del tipo regolabile per cui l'operatore attraverso indicazioni e suggerimenti dati da personale esperto e qualificato ed in particolare dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (nel caso dei VDT della segreteria e amministrazione) adotterà una serie di accor­gimenti che di seguito verranno elencati.

 

      10.1.1  Movimentazione dello schermo e sistemazione nello spazio.

 L'operatore potrà quindi, attuare gli spostamenti dello schermo necessari per ottenere la migliore visibilità delle scritte ed una posizione di lavoro confortevole.

 I1 centro dello schermo dovrà essere posizionato sull'asse visivo abituale di lavoro per evitare eccessive e continue movimentazioni del capo sia in senso orizzontale che verticale.

 La distanza di lettura consigliata (distanza occhi/schermo) non dovrà essere superiore a 70 cm (vedi figura).

 

 

 

 Tramite rotazione o inclinazione dello schermo si elimineranno o si attenueranno eventuali riflessi provocati da finestre, lampade, ecc.

 

       10.1.2  Regolazione del contrasto e della luminosità

 Gli schermi video in questione dovranno essere dotati di regolatori per la varia­zione della luminosità e del contrasto, la cui posizione sarà indicata nel manuale d'uso del videoterminale o computer. La luminosità ed il contrasto dovranno essere regolati in modo da ottenere la migliore condizione di presentazione dell'imma­gine. Dal momento che la percezione dell'immagine sullo schermo può variare sia in funzione delle capacità visive dell'operatore, sia in relazione alle condizioni d'illuminazione presenti nell'ambiente di lavoro e considerando che le condizioni possono variare durante la giornata, il personale preposto dovrà far regolare la luminosità ed il contrasto in funzione di questi parametri.

 

   

 

 

 

 

 10.1.3  Indicazioni relative all'utilizzo dei colori

 Sui Monitor a colori dovranno essere selezionati accuratamente i colori da utilizzare e comunque non si dovrà superare la presenza contemporanea di 4-5 colori. Se risultasse necessario utilizzare dei software dedicati si eviterà l'utilizzo di colori estremi dello spettro visibile (Rosso e Viola) e l'accop­piamento dei colori complementari (il Giallo ed il Viola, il Rosso ed il Verde, il Blu e l'Arancio) in modo da facilitare la messa a fuoco dell'occhio.

       10.1.4  Uso dei filtri antiriflesso

 Esistono vari tipi di dispositivi costruiti per consentire una riduzione dei riflessi e aumentare il valore del contrasto tra i caratteri e il fondo dello schermo, che dovranno essere presenti sullo schermo. Va però osservato che il potere antiriflettente del filtro viene ottenuto a spese della leggibilità del testo. Infatti, la luce emessa dal video viene in parte assorbita dalle strutture filtranti deri­vandone una riduzione della luminosità di caratteri (accentuata inoltre dalla deposizione di polveri). Inconvenienti possono anche derivare dalla presenza di una doppia superficie riflettente nel caso il filtro non aderisca perfettamente alla

superficie dello schermo o comunque sia installato in maniera non corretta. Inoltre, i filtri a rete sono soggetti ad accumulo di polvere nei fori delle maglie mentre quelli in materiale plastico possono essere soggetti a deformazioni causate da calore. In conclusione, ai fini della eliminazione dei riflessi, vale il criterio di privilegiare in primo luogo un'opportuna sistemazione ergonomica del posto di lavoro al videoterminale; solo se detto criterio non fosse perseguibile, potrà essere valutata l'opportunità di applicazione di idonei filtri antiriflesso fermo restando le dotazioni dei monitor utilizzati. La maggior parte dei monitor in dotazione dovrà essere a bassa emissione di radiazioni ed avere il marchio CE.

10.2 Tastiera

 

 Tutte le tastiere utilizzate dovranno essere separate dal videoterminale. In questo modo, sarà possibile collocare la tastiera nella posizione che si ritiene più idonea per le operazioni da svolgere. La corretta posizione della tastiera dovrà essere scelta anche in funzione di quella del documento da digitare e di quella del videoterminale. La posizione che viene fatta adottare agli operatori VDT, sarà quella che vede allineati sulla stessa linea l'utente, il videoterminale e la tastiera. Evitando altre collocazioni che causerebbero frequenti rotazioni del capo e movimenti degli occhi. Si dovrà tenere presente che la tastiera dovrà essere situata ad una distanza dal bordo del tavolo che permetterà di poggiare gli avambracci e di non affaticare le braccia.

      10.2.1  Posizione delle braccia.

 Per evitare l'affaticamento delle braccia, la tastiera dovrà consentire un'angolazione tra il braccio e l'avambraccio di circa 90°. Questo potrà essere ottenuto lasciando una distanza tra il piano di seduta ed il piano di appoggio delle braccia compresa tra i 22 ed i 25 cm. Nel caso in cui ci si trovasse in una situazione particolare, ogni operatore dovrà poter regolare l'altezza del piano di seduta per ottenere queste distanze.

 

       10.2.2  Scelta dell'inclinazione

 Le tastiere dovranno avere la possibilità di variare l'inclinazione tramite la regolazione di appositi piedini in modo da comportare il minor affaticamento dei polsi.

      10.2.3  Uso del Mouse e Spazio per la sua movimentazione.

 Dovrà essere previsto uno spazio adeguato per lo spostamento del mouse. Nel caso di utilizzo del mouse nella gestione dei programmi, sarà stato disposto uno spazio libero alla destra della tastiera (o a sinistra se si è mancini) dell'ampiezza necessaria per azionare questo dispositivo.

10.3  Tavolo da lavoro, scrivania

 

 Ogni lavoratore che utilizzerà un Videoterminale dovrà disporre di un proprio tavolo di lavoro avente dimensioni tali da consentire di posizionare in modo corretto il monitor, la tastiera e l'unità centrale

      10.3.1  Sistemazione sul piano di lavoro delle attrezzature     e degli oggetti.

 Le attrezzature e gli oggetti di lavoro dovranno essere sistemati razionalmente sul piano di lavoro all'interno del campo di azione delle braccia. I vari com­ponenti che si utilizzano, dovranno essere posizionati sul piano di lavoro in modo che il loro utilizzo non costringa l'operatore ad assumere posture incongrue e compiere movimenti faticosi. La determinazione della posizione sarà fatta va­lutando la frequenza d'uso delle attrezzature, destinando a quelle più spesso utilizzate le zone preferenziali e sistemando le altre sempre all'interno del campo d'azione delle braccia.

      10.3.2  Ingombri sul piano di lavoro e nella zona di movimentazione delle gambe.

 Si dovrà verificare che non siano presenti ostacoli che impediscano il libero uso del piano di lavoro e che intralcino la zona sottostante. I piani di lavoro su cui si opera dovranno essere liberi da oggetti non necessari all'attività lavorativa. Le attrezzature necessario al funzionamento della Workstation non dovranno costituire intralcio. Ad esempio, si dovrà fare in modo che i cavi di collegamento delle attrezzature passino sul tavolo e/o nelle immediate vicinanze delle apparecchiature o comunque fare percorsi tali da non intralciare i movimenti delle gambe. Sul piano di lavoro bisognerà evitare assolutamente la presenza di oggetti che abbiano una finitura superficiale speculare o comunque un forte potere riflettente. Al fine di evitare possibili abbagliamenti indiretti, sul piano di lavoro non dovranno essere presenti elementi aventi superfici che possano riflettere la luce naturale o artificiale dell'ambiente di lavoro come, ad esempio,

coperture posticce con lastre di cristallo, oggetti con superfici metallizzate riflettenti, ecc.

10.4  Sedie

 

 La sedia va considerata un oggetto quasi "individuale " in quanto potrà essere adattata, utilizzando la possibilità di regolazione che possiede, alle dimensioni fisiche dei singoli utilizzatori. Le sedie che verranno messe a disposizione per gli alunni dovranno essere del tipo ergonomico.

      10.4.1  Regolazione del piano di seduta

 L'altezza del piano di seduta dovrà essere regolata in funzione della statura dell'utilizzatore. Gli utilizzatori potranno regolare l'altezza della sedia in modo tale da avere i piedi che tocchino comodamente il suolo per non creare compressioni dei vasi e dei nervi della parte inferiore delle cosce. La regolazione dell'altezza del piano di seduta dovrà essere effettuata in relazione anche al diverso tipo di calzature indossate.

   

 

 

  10.4.2  Posizionamento dello schienale.

 Lo schienale regolabile dovrà essere posizionato in funzione delle dimensioni fisiche dell'utilizzatore. Lo schienale della sedia sarà posizionato in modo da sostenere la parte bassa della schiena e seguire la curvatura della colonna vertebrale. Lo schienale sarà inclinato a piacimento in un arco che va da 90° a ll0° verso il retro.

 

      10.4.3  Poggiapiedi

 Il poggiapiedi dovrà essere utilizzato quando non si possono poggiare comoda­mente i piedi sul pavimento. Si eviterà di far tenere agli operatori le gambe a "penzoloni" o di far poggiare solo la punta dei piedi.

IL LAVORATORE HA DIRITTO AD UNA PAUSA DI 15 MINUTI OGNI DUE ORE DI LAVORO CONTINUATIVO AI VIDEOTERMINALI (VDT)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

11

DISPOSIZIONI FINALI

  Il presente Vademecum della sicurezza, viene conse­gnato al personale docente e non docente, agli studenti / genitori.

  Il personale docente avrà cura di esporre i contenuti del presente piano agli studenti.

  E' fatto obbligo a tutti coloro che frequentano (anche se non stabilmente) l'edificio (fornitori, addetti e prestatori di servizi a con­tratto di appalto o contratto d'opera, di assistenza agli impianti tecnici/tecnologici, di pulizia e tutte quelle prestazioni di cui al­l'art. 7 del D.L. 626/94) di osservare integralmente i contenuti e le procedure previste dal Piano di emergenza.

Il Rappresentante dei lavori per la sicurezza

                                                                                   f.to prof. Trifone Paradiso

I1 Responsabile della Sicurezza

                                                               f.to prof.ssa Anna Piccolo

                                                        II Dirigente Scolastico

                                                              f.to prof.ssa Amelia La Rocca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALLEGATI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Allegato A

 

 

NUMERI UTILI

Incendio - crollo - fuga di fas

                          Carabinieri...................................................112

VV.FF..........................................................115

VV.FF. Nola.................................. 081.8234131

Ordine pubblico

Carabinieri................................................... 112

Polizia...........................................................113

Polizia Municipale....................… 081.8231014

Polizia Stradale..............................081.8231002

Commissariato P.S........................ 081.5127211

Infortunio

Emergenza sanitaria......................................118

Ospedale ASL4Nola..................… 081.8234178

Guardia medica

con servizio autoambulanza ........  081.8223279

                                                        081.8223300

                                                        081.8223205

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                  

 

Allegato B

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEMA DI RICHIESTA DI INTERVENTO

a) fornire indicazioni precise

b) sapere e chiedere con chi si è parlato e lasciare il proprio

     recapito

ES. IN CASO DI INCENDIO, CROLLO, ECC. (chiamata di soccorso ai Vigili del Fuoco)

Sono.....................................................................

(nome e qualifica)

telefono dalla scuola.......................................................

ubicata in.....................................................................................

(città, via e numero civico)

nella scuola si è verificato.........................................................

(situazione sintetica dell'evento)

sono coinvolte..............................................................................

                            (indicare quante persone sono coinvolte e quali sono le loro condizioni)

ha ricevuto la chiamata..............................................................

                                                     (generalità della persona che ha ricevuto la chiamata)

ES. IN CASO DI INFORTUNIO

 (chiamata al Pronto Soccorso)

Sono.......................................................................:.....................

(nome e qualifica)

telefono dalla scuola....................................................... 

ubicata in......................................................................................

                           (città, via e numero civico - luogo: palestra, aula. laboratorio.)

si è verificato.............................................................................

                    (situazione sintetica dell'evento: trauma, malore, ustioni... - indicare l'ora)

sono coinvolte.............................................................................

(indicare quante persone sono coinvolte e le loro condizioni: sfato di coscienza, shock...)

ha ricevuto la chiamata........................................…….............

                                                    (generalità della persona che ha ricevuto la chiamata)

Un incaricato attenderà, orienterà ed accompagnerà i  soccorritori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Allegato C

 

Al Dirigente Scolastico

dell'Istituto  Liceale Statale “G.Albertini” di Nola

 p.c. Al R.S.P.P.             

p.c. Al Rappresentante

 dei Lavoratori per la Sicurezza

Oggetto: segnalazione rischio.

                           

Il sottoscritto ................................................. docente/amministra­tivo/ausiliario in servizio nel plesso ....................................................

Segnala, per l'attuazione degli interventi del caso da parte degli Enti responsabili, la seguente disfunzione e/o condizione di pericolo suscettibile di arrecare danno agli alunni e/o al personale della scuola.

……………………………………………………………………

……………………………………………………………………

……………………………………………………………………

……………………………………………………………………

……………………………………………………………………

……………………………………………………………………

……………………………………………………………………

……………………………………………………………………

……………………………………………………………………

……………………………………………………………………

……………………………………………………………………

Nola………………

Il sottoscritto

……………………………..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Allegato D

 

 

 

 

 

 

 

 

PLANIMETRIE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SEDE CENTRALE NOLA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SEDE VIA PUCCINI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INDICE

 

 

 

Premessa................................................................................... 2

Stralcio del Mansionario …………………………………….. 3

1. Piano di emergenza .…......................................................... 4

2. Caratterizzazione dell'Istituto ............................................... 5

3. Gestione ordinaria della sicurezza.….................................... 6

4. Personale incaricato della gestione dell'emergenza ............   7

5. Procedura di evacuazione ...................................................  11

6. Norme comportamentali da tenere in caso di emergenza ..   17

7. Norme comportamentali da seguire sempre per la salute

    e la sicurezza propria e altrui                                                 22

8. Norme di emergenza per i genitori degli alunni..................  23

9. Rischi generici per personale non docente………………..  24

10. Ergonomia del posto di lavoro al Videoterminale……….. 29

11. Disposizioni finali.............................................................   33

12. Allegati : A) Numeri utili….…..............................….…..   35

                      B) Schema di richiesta intervento……………..  36

                      C) Schema segnalazione rischi………………..   37

                      D) Planimetrie………………………………...    38

 

 

 

 

 

 

 

________________________________

(Timbro lineare della scuola)

 

 

 

 

 

 

RICEVUTA

 

Il sottoscritto ______________________________________

 

Nato a_______________________________in qualità di:

lavoratore

genitore dell’alunno _______________________________

 

della classe___________________ anno scolastico__________

 

alunno della classe____________anno scolastico________

 

dichiara di aver ricevuto in data odierna copia del fascicolo <Informazioni sui rischi e sicurezza nella scuola > per lavoratori e utenti della scuola, ai sensi dell’art. 21 del D. Lgs. 626/94

 

 

 

 

Luogo e data_____________

 

Firma________________

Allegati

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